Social Story, da Blogger a Meemi

Correva l’anno 2008, per la precisione era l’11 gennaio, almeno è quanto riportato dalla Timeline di Facebook, chiaramente da allora molti post sono passati attraverso il più famoso dei Social Network, quando decisi di abbandonare IL MIO AMICO TOM ed il suo MySpace (senza essermi mai cancellato definitivamente, sia ben chiaro), per una piattaforma a detta di tutti più semplice e performante.

Anche se a dire la verità, io facebook, non l’ho digerito subito. Eppure dovevo farlo mio, era inevitabile, per me, per il blog, per il lavoro che faccio e l’agenzia che rappresento. Già avevamo capito che quella piattaforma sarebbe stato uno strumento di marketing molto potente, e non ci sbagliavamo. Forse, non si pensava così tanto potente, ma su questo ci sbagliavamo.

Iniziò così una gara alla ricerca di cari, ex fidanzate e parenti (solo perchè avevano il nostro stesso cognome) emigrati nel resto del mondo, e chiaramente i conoscenti, pure i compagni dell’asilo o del liceo con i quali non ti sentivi più, pure tutti quelli che ti stavano cordialmente sulle scatole. Fin da subito era ben chiaro l’obiettivo: far crescere giorno per giorno ed in maniera esponenziale quel numeretto accanto all’agg. pl. m. che denota solidarietà, affetto e diponibilità, in un parola: “Amici“.

Il fascino ludico di MySpace ormai era solo un ricordo. Ora, bisognava postare per lavoro, invitare amici per dimostrare di averne di più e soprattutto esserci perchè se non c’eri, non esistevi: “ma come non sei su facebook? C’è il mondo li dentro!”. E la scusa era sempre quella, la più banale: “Non voglio stare in un posto (posto?, ndr.) dove tutti si fatto i fatti degli altri, che poi si fregano pure la tua identità e rischi di passare pure un guaio“.

Già, quelle stesse persone che prima vedevi con il cellulare incollato all’orecchio ed oggi  lo hanno spostato davanti al loro naso. Il cellulare ormai “smartphone” non è piu protesi da oreccho ma bansì estenzione del braccio sinistro per facilitare l’uso dell’indice destro per scorrere pagine o digitare sul proprio touch screen.

Ma sia ben chiaro, io amo tutto questo, ne sono una delle espressioni viventi, e me ne faccio un vanto. Probabilmnte, l’unica accusa che mi faccio e di essere davvero OVUNQUE in rete, tanto da pensare di averci perso davvero la testa. Con il tempo, però, mi sono accorto di essere semplicemente un esploratore (per fortuna, ndr.).

Se ci pensate, agli esploratori, loro vanno nelle foreste senza apparente motivo, hanno un qualcosa che subito li induce a pensare “ma perchè scomodarsi? Non sarebbe più comodo stare a casa, in pantofole davanti alla TV a guardarsi un documentario”. E come guarderemmo il documentario se non ci fosse l’esploratore? Ebbene, come l’esploratore è alla ricerca dei luoghi più meravigliosi della terra, io sono alla ricerca del più meraviglioso luogo nella rete.

Il passo è breve, da qui ci si evolve da Esploratore a Ricercatore. E così si inizia a sperimentare, studiare, approfondire e soprattutto a CONDIVIDERE.

To be continued… 

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